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È morto a 79 anni il vicepresidente di Unesco Sicilia, Franz Riccobono: lo ha stroncato il Covid

Nato a Patti, ha lavorato all'Università di Messina ed era un cultore della storia della città dello Stretto. Valente archeologo, aveva individuato l'abitato della preistorica Zancle. Musumeci: «Una grave perdita per la cultura siciliana»
coronavirus, Messina, Cultura
Franz Riccobono fra i suoi libri in una foto di quasi vent'anni fa

È morto oggi, stroncato dal Covid 19, dopo quasi due mesi di ricovero, Franz Riccobono, 79 anni, storico e vicepresidente della Fondazione Patrimonio Unesco Sicilia. Nato a Patti nel 1943, si è laureato nel 1970 in Economia e Commercio e per 26 anni - dal 1971 al 1997 - è stato funzionario all’Università di Messina.

È stato fra i massimi cultori della storia patria, strenuo difensore dell’identità di Messina e della sua provincia, autore di oltre cinquanta volumi tra testi di archeologia, tradizioni popolari e storia del territorio. Ha realizzato quindici tra musei e mostre permanenti. Socio fondatore (1971) dell'associazione Amici del Museo di Messina, ne è stato anche presidente. Era socio anche dell’Istituto italiano dei castelli e componente del Consiglio regionale dei Beni Culturali, in rappresentanza proprio della Fondazione Unesco.

La sua attività si è snodata nel corso di oltre 50 anni. Memorabile il suo impegno per salvare dal degrado e per restituire alla città di Messina un bene prezioso come la Real Cittadella, di cui conosceva la storia di ogni bastione, di ogni singola pietra. È stato anche l’anima del comitato Vara. Grande studioso di storia siciliana, archeologo, cultore di tradizioni popolari, esperto di antiquariato, autore di saggi e monografie, collaboratore dell’Università di Messina presso l’istituto di Geologia e Paleontologia, e dell’istituto di Geografia e Oceanografia, ha individuato l’abitato di Zancle, la Messina preistorica (XVIII-XII sec. a.C.), ed è riuscito a determinare la prima fase di fondazione greco-arcaica della città (VIII sec. a.C.), pubblicando i risultati delle sue scoperte nella monografia La Storia Ritrovata, dieci anni di ricerca archeologica a Messina (1975). Dal 1978 per la casa editrice Edas è stato direttore della collana Messina e la sua storia.

«La prematura scomparsa di Franz Riccobono - dichiara il presidente della Regione Nello Musumeci - mi addolora profondamente e costituisce una grave perdita anche per la città di Messina e per la cultura siciliana. Se ne va uno studioso, un ricercatore e un collezionista tenace, instancabile, appassionato e geloso custode delle proprie idee. Profondo conoscitore della propria città, della quale era inguaribilmente innamorato, ha dedicato a Messina diverse pubblicazioni e centinaia di iniziative. Franz mi aveva contagiato l'amore per la Zona Falcata e la necessità del suo recupero. Era entusiasta del lavoro che in tal senso avevo avviato in questi anni col governo regionale. Ed ora che non è più tra di noi, riconsacriamo l’impegno a completare il lavoro iniziato, in omaggio alla sua memoria. Alla moglie va il cordoglio mio e del governo siciliano».

Lo ricorda anche l’assessore regionale ai Beni culturali, Alberto Samonà, che parla di . «un grande studioso, saggista, storico, ma soprattutto un amico. Franz Riccobono non potrà mai essere dimenticato, per il contributo fondamentale che in tutta la sua vita ha dato alla cultura, con oltre cinquanta pubblicazioni e un’infinità di iniziative con l’unico scopo di far crescere ed esaltare le peculiarità della nostra Sicilia». L’assessore lo ricorda anche come «componente del Consiglio regionale dei beni culturali. Fin dal mio insediamento - dice - è stato una preziosa guida, sempre pronto a darmi consigli e suggerimenti utili, utilissimi, per sviluppare al meglio l'azione amministrativa e di governo. Spesso insieme nel corso di sopralluoghi e iniziative culturali nel territorio messinese e non solo, l’ultima volta c'eravamo incontrati pochi giorni prima di Natale a Messina, in occasione della presentazione del mio ultimo libro, e avevamo discusso di progetti e idee da porre in essere in futuro, fra cui la possibilità di realizzare a Taormina un Museo del Grand Tour. Mancherà alla Sicilia il suo contributo, la sua vasta conoscenza di storico del territorio e soprattutto, la sua grande signorilità che lo ha contraddistinto per tutta la vita. Se ne va un grande».

Cordoglio viene espresso in una nota anche dalla Fondazione Unesco, nata 17 anni fa per la promozione della tutela, valorizzazione e gestione dei siti siciliani iscritti al Patrimonio universale dell’Unesco e per la candidatura di nuovi siti per l’inserimento nella lista. «Oggi per la Fondazione Patrimonio Unesco Sicilia e per la Sicilia intera è un giorno davvero triste. Piangiamo la scomparsa di Franz Riccobono», si legge nel comunicato firmato dal presidente Giovanni Puglisi. «Piangiamo la perdita - prosegue la Fondazione - di una persona perbene, dai modi eleganti e cordiali, grande studioso, divulgatore e conoscitore impegnato attivamente da oltre un cinquantennio nella valorizzazione e nella tutela della storia, dell’arte e delle tradizioni siciliane, oltreché della sua amata Messina». La nota lo definisce «studioso di grande prestigio, infaticabile promotore di cultura del territorio. Noto collezionista ed esperto di libri e stampe d’epoca, i suoi interessi hanno spaziato dalla storia all’archeologia, dalla storia dell’arte alle arti decorative e alle tradizioni siciliane, di cui era fiero e appassionato conoscitore. Suoi ultimi impegni erano stati il recupero della Real Cittadella di Messina, per il cui restauro lo scorso mese di novembre la Regione Siciliana aveva stanziato un finanziamento, e la preparazione di una mostra su alcune stampe provenienti dalla sua collezione sui monumenti arabo-normanni siciliani, realizzata insieme alla Fondazione Lauro Chiazzese di Palermo, più volte rinviata a causa della pandemia».

Quella stessa pandemia che gli è stata fatale. «Franz Riccobono - conclude la Fondazione Unesco - mancherà alla Sicilia e alla Fondazione per il suo contributo e le sue grandi competenze. La Fondazione Patrimonio Unesco Sicilia, i consiglieri, il direttore e il collegio dei revisori, si uniscono con grande affetto e partecipazione al dolore della famiglia, di tutti i suoi cari e di tutti coloro i quali hanno avuto il pregio e l’onore di conoscerlo e di lavorare insieme a lui».

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