I CONTI DEL COMUNE

Messina, ripianare debiti? Con un prestito da 70 milioni

MESSINA. Hanno un'altra idea sul risanamento dei conti del Comune le consigliere comunali Antonella Russo (gruppo misto) e Simona Contestabile del Pd. Dopo aver votato contro il Piano di riequilibrio finanziario decennale le due consegneranno nelle prossime ore una proposta di delibera all'amministrazione per avviare l'iter di concessione dei 70 milioni di euro di prestito statale per pagare una parte dei debiti certi, riconosciuti ed esigibili di Palazzo Zanca che superano un centinaio di milioni di euro. Ieri mattina Russo, Contestabile, il presidente della commissione Bilancio Nicola Cucinotta, presente il presidente del Consiglio Emilia Barrile, hanno tenuto una conferenza stampa nell'aula Consiliare di Palazzo Zanca.

Secondo la proposta degli esponenti politici il decreto "Sblocca Italia" del governo nazionale contiene una norma per i Comuni che hanno approvato il Piano di riequilibrio di ottenere un prestito di 70 milioni di euro pari a 300 euro per cittadino. È quanto contenuto nel decreto legge 133 del 2014 entrato in vigore lo scorso 13 settembre dove è possibile dare copertura anche ai debiti fuori bilancio che era un'ipotesi non contemplata dal decreto 174 del 2012 in base al quale le risorse stanziate nel Fondo di rotazione nazionale potevano essere destinate "Esclusivamente al pagamento delle spese di parte corrente relative a spese di personale, alla produzione di servizi in economia e all'acquisizione di servizi e fornitura".

Per Russo e Contestabile, dunque, occorre concentrarsi sul pagamento dei debiti e le nuove norme - a loro dire - lo consentono. L'amministrazione comunale sta seguendo la seconda strada mentre la Russo e la Contestabile pensano che sia la prima a dover essere intrapresa. Per le due consigliere il Piano di riequilibrio decennale contiene numeri nelle Entrate troppo ottimistici per pensare di risanare un debito che considerati anche i debiti latenti si avvicina ai cinquecento milioni di euro. La giunta Accorinti - secondo quanto spiegato - è ancora in grado, con una delibera integrativa a quanto già approvato, di aderire al decreto "Sblocca Italia" mentre sono in corso le procedure per l'accesso al Fondo di rotazione nazionale.

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