PALLACANESTRO

L'Upea in casa comincia a fare davvero paura

di
Griccioli: «Il cuore del gruppo biancazzurro non ha tradito le attese dopo una gran partita, meglio che con Sassari»

CAPO D'ORLANDO. L'Upea versione PalaFantozzi inizia a far paura perchè ha acquisito maturità, fiducia e sicurezza nei propri mezzi, ottimi nonostante un motore che gira a sette cilindri ormai da tempo e che mai è stato nemmeno lontanamente vicino al top viste le varie traversie che da inizio stagione accompagnano coach Giulio Griccioli ed i suoi. Dalla meteora infortunata e poi tagliata Jonny Flynn ai guai anche limitati di altri a quelli ben più seri che privano la squadra di tre pedine di lusso della panchina, Sandro Nicevic, Tommaso Bianconi e Andrea Pecile, senza dimenticare il caos passaporto con Austin Freeman e gli acciacchi di Dario Hunt, Dominique Archie e via discorrendo.

Insomma tutti i paladini hanno avuto motivi per non essere in forma ma ne sono bastati sette più o meno integri per esorcizzare la bestia nera Cantù dopo l'epica remuntada con Sassari e la gara della svolta interna e, forse dell'intera annata, contro quella Caserta sempre ferma al palo e, da candidata sicura ai play-off passata a indiziata numero uno all'unica retrocessione. "Sono due punti utili per la graduatoria nell'ennesima serata condizionata da un roster cortissimo per via di assenze ed infortuni - dichiara il tecnico senese -. Il cuore del gruppo biancoazzurro non ha tradito le attese dopo una gran partita, meglio che con Sassari.

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