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L'INTERVISTA

Labriola a Taormina: «La tecnologia una risorsa anche per l’arte e la cultura»

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Il premio TaoTim assegnato a un’azienda innovativa che opera nel metaverso
Pietro Labriola, Messina, Tecnologia
L'amministratore delegato di Tim, Pietro Labriola

Nonostante tutto, l’Italia naviga tra le prime posizioni al mondo per la sua influenza culturale. La cultura è, o dovrebbe essere, per questo Paese un soft power che alimenta l’attrattività dei territori, arricchendo i tratti distintivi del made in Italy e consolidando il posizionamento dell’immagine del Paese sui mercati internazionali. Negli ultimi anni, causa pandemia, abbiamo assistito alla smaterializzazione – guardata con sospetto – delle esperienze fisiche, anche per quanto riguarda il consumo di cultura: la maggior parte delle esperienze culturali degli italiani, infatti, si è svolta in modalità digitale: per alcuni c’è stato il primo approccio a concerti virtuali, eventi artistici live o on demand, conferenze online, opere teatrali digitali e mostre via web. Innovazione e cultura, insomma, sembrano aver trovato un percorso da fare insieme.

Come Tim, azienda leader nel settore delle telecomunicazioni e main sponsor di Taobuk per il quarto anno consecutivo, che ha lanciato il Premio TaoTim 2022, una challenge dedicata a startup e piccole e medie imprese innovative che vogliono proporsi con nuove soluzioni per avvicinare il pubblico al mondo dell’arte. Un modo per promuovere la Sicilia e valorizzarne il patrimonio artistico e storico-archeologico con il supporto della tecnologia. Come spiega l’amministratore delegato di Tim, Pietro Labriola: «Unire il nostro brand a questo importante evento per noi è motivo di grande orgoglio. Taormina è un luogo di cultura, carico di fascino, avvolto nella magia della storia ma soprattutto ricco di connessioni umane. È per questo che siamo qui, per celebrare l’importanza della connessione tra le persone, i luoghi, i ricordi e i sentimenti. La forza delle connessioni, il claim della nostra nuova campagna di posizionamento, si basa proprio sulla convinzione che tutto ruota intorno a esse e che sono alla base di ogni successo».

Connettere significa anche interagire, rendere le persone più consapevoli e allo stesso tempo protagoniste. In che modo Tim può contribuire per il raggiungimento di questi obiettivi?

«Una società di telecomunicazioni ha una responsabilità sociale importantissima e primaria: consentire alle persone di comunicare. Anche quando sembra che si stia fermando tutto, come nei lunghi mesi del lockdown, la comunicazione non si ferma e, anzi, diventa ancor più centrale, fondamentale. Pensate a cosa saremmo oggi senza connessioni: grazie a esse ci informiamo, impariamo, ci riappropriamo, come in questo caso, di luoghi e tempi preziosi. Non solo: ci uniscono e ci fanno superare le distanze e il tempo. Taormina e Taobuk rappresentano il contesto ideale per realizzare la connessione tra passato, presente e futuro, un sito archeologico unico al mondo che, per merito delle tecnologie può vivere una vita nuova».

Si parla molto della necessità di rendere più digitale il nostro Paese e molti progetti sono già stati messi in campo dal governo, anche attraverso gli investimenti del Pnrr. Qual è il contributo che la tecnologia può dare alla cultura in generale?

«Come ho già detto, la tecnologia è un abilitatore di nuovi servizi che migliora la qualità della vita. Per questa edizione del Festival abbiamo realizzato un video per evidenziare il potenziale che la tecnologia può mettere a disposizione anche dell’arte e della cultura. Abbiamo realizzato delle riprese spettacolari del Teatro Antico, utilizzando droni acrobatici e proiezioni in videomapping per raccontare la storia in modo nuovo e in connessione col presente».

Si tratta di tecnologie già mature oppure bisognerà aspettare ancora un po’ perché siano accessibili a tutti e utilizzabili su larga scala?

«La vera sfida del futuro è rendere accessibile il patrimonio culturale a chiunque. Sono tecnologie già pronte che stanno rendendo possibile tutto questo oggi, qui a Taormina. Faccio sempre l’esempio della pandemia con lo smart working: avevamo le soluzioni già disponibili mancavano soltanto il coraggio di partire e le competenze dei singoli. Il mondo della cultura ha ancora molto da esprimere e per questo stiamo lanciando numerosi progetti. Bisogna solo individuare le migliori applicazioni e i benefici e definire modelli di business da valorizzare».

Proprio per dare impulso a questo processo avete ideato il Premio TaoTim, giunto alla quarta edizione, rivolto quest’anno a imprese innovative e start up. Come è andata?

«Quest’anno abbiamo voluto lanciare il PremioTaoTim sul tema “Cultura, turismo e sostenibilità nell’era digitale”, indirizzata a giovani aziende e start up a cui abbiamo chiesto di presentarci soluzioni innovative per avvicinare le persone a questi temi, facendo leva sulle nuove tecnologie. Ho avuto il piacere di premiare ieri sera durante il galà al Teatro Antico, Undo Studios, azienda fondata da due imprenditori italiani, che con la loro piattaforma di metaverso, “The Nemesis”, offrono esperienze virtuali uniche nel loro genere».

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