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Salina si risveglia, le foto dopo l’incubo coronavirus: tornano i turisti

Malfa, Leni, Santa Marina. L'isola con tre municipi. Salina, dopo Lipari la seconda più grande dell'arcipelago delle Eolie, si ridesta dopo il torpore da epidemia di Covid. Si ripopolano le spiaggette di sassi grossi e scuri di pietra lavica. Le piccole baie di Scario, Pollara, Rinella si aprono su un mare celeste. Angoli dell'isola sorprendono all'alba e al declinare del pomeriggio. A Punta Scario, guardando Stromboli e Panarea, il sole si offre quando si alza nel nuovo giorno e la sera quando si ritira. Gli eoliani hanno voglia e fretta di ricominciare.

Le corse degli aliscafi sono già aumentate. Tornano i turisti. Si sente parlare straniero. Tutti aspettano: Massimo il pescivendolo di 30 anni che qui vuole vivere tutta la vita; Shanti (Attilio) il bresciano che è venuto giù alla fine del lockdown e dopo la quarantena riordina il suo negozio di mille cose siciliane, orientali e vintage.

Contento il pasticciere di via Roma che con addosso la mascherina tira fuori cornetti e brioche. Testardo il titolare dell'hotel Punta Scario, Emanuele Vitrano che rilancia, ritocca, ristruttura: "L'isola è grande, c'è tutto il distanziamento che si cerca". Salina è di un verde folgorante, come se avesse piovuto tutto l'anno e tutto il tempo. Ma è la natura vulcanica del terreno a concederle fertilità. Ortensie, vinche, gerani, pale di ficodindia, piante di capperi, ulivi, limoni. Terrazze di terra sono abitate da vigne di uve di Malvasia. I rumori sono pochi e di compagnia. Gli uccelli sono padroni del cielo. I gabbiani sorvegliano il mare. E da qui non viene voglia di andar via.

 

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