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Panarea, le luci spente della pista dell'elicottero: colpa delle partite di calcio dei ragazzi

L’ambulanza? Le chiavi le tiene la guardia medica, che per l’utilizzo ha un elenco di persone. Quella sera a guidarla è stata il figlio della signora malata, il cui nome è fra quelli dei volontari abilitati. Una gestione che però va rivista, secondo il Comune di Lipari, che amministra anche l'isola nota per la presenza in estate di tanti vip. Emergono i retroscena della vicenda di sabato sera, quando una signora con un grosso problema al fegato ha atteso per 4 ore l’arrivo dell’elicottero per il trasporto all’ospedale Papardo di Messina, dove è tuttora ricoverata al reparto di Rianimazione, in gravi condizioni. Ne parla il sindaco di Lipari, Riccardo Gullo, che rivela anche un altro aspetto della vicenda: le 3-4 luci spente della pista per l’atterraggio dell’elicottero, solo quelle d’emergenza, sono dovute alle partite di calcio dei ragazzi. Una pallonata oggi, una domani, ed ecco che alcuni fari erano spenti.

Un passo indietro: a fermare l’attenzione dell’opinione pubblica sul caso è stata soprattutto la circostanza che quando a Panarea è arrivato l’elicottero, l’ambulanza avesse la batteria scarica, al punto che per farla arrivare fino alla pista è stato necessario spingerla a mano (come mostra il video sopra, fornito da Notiziarioeolie.it), con l’aiuto di familiari e amici della paziente. Un inconveniente in più in un quadro generale già drammatico.

«Ho fatto tante telefonate sabato sera – racconta il sindaco – ma purtroppo in coincidenza c’è stato un codice rosso a Salina e l’elicottero del 118 ha dovuto dare la precedenza». Dalla guardia medica le condizioni della signora erano state ritenute da codice giallo, poi con il passare delle ore si sono aggravate. «In ogni caso - prosegue Gullo - abbiamo anche richiesto un elicottero che giungesse da Palermo. Ma alla fine sono dovute trascorrere ben quattro ore per trasferire la donna a Messina. È chiaro che una cosa del genere non può e non deve più accadere».

A rendere la vicenda paradossale è stato anche lo stop dell’ambulanza, un mezzo che non fa parte del parco macchine del servizio 118 e la cui gestione, come precisa lo stesso sindaco, va rivista. «L’ambulanza – assicura – è stata revisionata da poco tempo. Le chiavi le tiene la guardia medica e c’è un elenco di persone che di volta in volta la utilizzano. Dopo la prima chiamata fatta intorno alle 19, dal 118 era stato detto che il velivolo era in arrivo. La paziente, pertanto, è stata trasferita fino alla pista. Poi sono sorti i problemi. Dal 118 ci hanno informati che l’elicottero era partito per Salina, dove c’era un codice rosso. L’ambulanza è rimasta, con la paziente ad attendere, con le luci e i lampeggianti accesi, finché, intorno alle 23, la batteria si è scaricata. In ogni caso, è stato necessario spingere solo per un tratto finale di circa tre metri». Insomma, la spinta a mano dell’ambulanza non ha causato particolari ritardi. «Certo - aggiunge il sindaco - è vero che è da definire la questione dell’utilizzo dell’ambulanza. Al momento è controllata dal medico di guardia, che come detto detiene le chiavi, ma non è una cosa normale. Sarebbe più giusto che la competenza passasse all’Asp di Messina. Si deve sapere chi la utilizza, chi fa la manutenzione. Per questo soccorso addirittura è stata utilizzata dal figlio della signora. So che il commissario dell’Asp di Messina Bernardo Alagna ha già ordinato tre piccole ambulanze, oltre che per Panarea, anche per Stromboli e per le stradine di Lipari».

Infine, il problema delle luci dell’elisuperficie parzialmente spente, solo quelle d’emergenza: «L’impianto - dice Gullo - è funzionante. Quella sera erano spente solo le 3-4 luci d’emergenza perché purtroppo la pista, così come accade a quella di Alicudi, viene utilizzata dai ragazzi come campo di calcio e a colpi di pallonate sono state rotte. Il ricambio comunque è pronto».

© Riproduzione riservata

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