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Salina, a Malfa il Museo dell'Emigrazione ricorda gli eoliani sparsi nel mondo

Il museo eoliano dell’emigrazione ha aperto i battenti il 14 febbraio del 1999 a Salina. E’ stato voluto da Marcello Saija, già docente universitario nella facoltà di scienze politiche a Palermo, fondatore-direttore. Si è dotato nel tempo di un grande immobile in proprietà’ che permette ampi spazi espositivi e di un cospicuo patrimonio di documenti foto filmati ed oggetti prodotti dalla “Grande Migrazione Eoliana” a cavallo tra Ottocento e Novecento. “La scelta operata dal comitato scientifico – spiega il professor Saija - e’ stata quella di raccontare la storia migratoria seguendo una rigida scansione cronologica e mostrando la successione degli eventi dal momento in cui l’emigrante matura la decisione di partire fino ai processi di integrazione nelle terre d’accoglienza. Il gradimento dei visitatori e’ palpabile ed i successi ottenuti in tutti questi anni ci spingono ad andare avanti nella ricerca e nei contatti con le comunità d’oltreoceano nella prospettiva di rendere ancora più’ corposo il flusso del cosiddetto turismo del ritorno”.ù “La guida in italiano ed inglese di cui ci siamo dotati – aggiunge - grazie all’assessorato regionale al turismo e’ ormai presente in parecchie comunità di eoliani oltreoceano e ancora organizzati in social club. Nei frequenti contatti che manteniamo con questi sodalizi avvertiamo un crescente interesse a riscoprire le radici che oggi ci appare la più’ preziosa remunerazione al nostro lavoro”. Gli eoliani sono sparsi in tantissimi paesi del mondo. Ma la grandissima comunità è in Australia che è considerata l’ottava isola delle Eolie per via dei 40 mila isolani che vivono tra Sydney e Melbourne. Molti di loro quest’anno sono rientrati dopo il fermo per la pandemia. E l’unico vero rimpianto è che in agenzia degli aliscafi devono pagare il biglietto come turisti, pur essendo nativi di queste isole. Il sindaco Riccardo Gullo dopo un incontro al Comune con una delegazione ha promesso che in un prossimo incontro ne parlerà a Roma al ministero preposto.

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