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Pescatori e albergatori in protesta a Lipari: "Turismo al collasso, il governo ci aiuti"

Albergatori, ristoratori, pescatori: a Lipari è ormai un coro di proteste. Una delle isole Eolie che vive strettamente di turismo è praticamente al collasso. Disdette, turisti che sicuramente non arriveranno finchè non ci sarà un quadro più chiaro e ristoratori che quindi non riapriranno probabilmente nemmeno a giugno, ovvero quando gli sarà consentito.

“Siamo nei guai – dice il titolare del ristorante Filippino – il nostro è un locale storico ma sto seriamente pensando di chiudere. Tante prenotazioni sono saltate e al momento non so nemmeno se riaprire o no e godermi la vecchiaia. Sono affranto”.

Le cose non vanno meglio negli alberghi dove le disdette fioccano quotidianamente. Una catena che si è spezzata e che colpisce anche il comparto della pesca: “Andiamo in mare, peschiamo ma poi essendoci i ristoranti chiusi non vendiamo nulla – dice un pescatore – è una crisi pazzesca, non si può lavorare così, non è più vita che si può fare”.

La bellezza selvaggia dell’isola però resta, quella non andrà mai via. Lipari oggi è ferita e probabilmente il calo turistico sarà un colpo basso per tutta l’isola: “I contagi li abbiamo limitati – dice il sindaco Marco Giorgianni – ma adesso chiediamo aiuto e sostegno al governo per ripartire”.

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