Cocaina alle Eolie, 25 indagati

Chiuse le indagini sull’inchiesta che ad aprile portò a 23 arresti tra Messina, Catania, Barcellona e le isole. La droga sbarcava assieme al pesce surgelato
Messina, Archivio

LIPARI. Alle Isole Eolie, la cocaina sbarcava insieme al pesce surgelato. A scoprirlo sono stati i finanzieri del Gico della Guardia di Finanza che nei mesi scorsi hanno fatto luce su un’associazione che gestiva il traffico di droga nell’arcipelago eoliano. L’operazione "Ice pool" è  culminata il 4 aprile scorso con 23 arresti operati fra Messina, Catania, Barcellona e le isole Eolie. Ora il sostituto della Dda Vito Di Giorgio ed il collega Fabrizio Monaco hanno chiuso le indagini dell’inchiesta inviando i relativi avvisi ai 25 indagati.     
Tutto è partito dopo un controllo fiscale sulla Iceberg srl, impresa commerciale operante a Torregrotta nel settore della compravendita del pesce. I finanzieri del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria avevano evidenziato anomalie finanziarie sul titolare Antonino Starvaggi, 43 anni. Da marzo a settembre 2008, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia, i finanzieri hanno monitorato l'attività di Starvaggi e avrebbero accertato che, approfittando della copertura offerta dalla sua ditta, si avvaleva della collaborazione di Paolo Lisa, 26 anni, per recapitare la droga a Salina a Santino Taranto, 42 anni, titolare di una falegnameria sull’isola e Lorenzo Genovese, 36 anni, occultandola sul furgone dotato di cella frigorifera. A Salina Taranto con la collaborazione del fratello Carlo, 37 anni si occupava poi dello spaccio sull’isola attraverso Cristian Delosa, 33 anni, Genovese e Federico Rando, 26 anni.
La droga a Santino Taranto arriva oltre anche da Catania attraverso Salvatore Recupero, 44 anni dipendente del Comune etneo, che si serviva di Antonio Filetti, 29 anni, di un’altra persona allo stato ricercata e di Salvatore Torre, 50 anni. Oltre che a Salina Recupero faceva recapitare la droga a Vulcano a Fabio Giovanni Picciolo, 39 anni, titolare nel 2008 di un noto ristorante a Vulcano.    Nel corso delle indagini su questo articolato sistema di spaccio la Guardia di Finanza ha ricostruito i traffici illeciti di un gruppo criminale dedito allo spaccio di cocaina con base operativa all’interno di una sala biliardo gestita da Francesco Isaja, 64 anni. Dalle indagini su Isaja, con il quale collaboravano suo nipote, Francesco Zaccone, 27 anni e Nicola Formica, 35 anni, i finanzieri sono arrivati a spacciatori come Giovanni Micalizzi, 36 anni,e vari minorenni impiegati come pusher o corrieri, ma soprattutto hanno evidenziato che Isaja si riforniva dal boss di Mangialupi, Nino Trovato.

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