Allarme del vescovo: a Patti aumentano i poveri

Ogni giorno trecento in coda alla mensa. Il capo della Diocesi, Ignazio Zambito: cento le famiglie che chiedono soldi al banco alimentare di via Randazzo

PATTI. Povertà decisamente in aumento nel tessuto familiare. Si moltiplicano le richieste di aiuto,alimentare ed economico, da parte di persone residenti nel vasto territorio della Diocesi. Tanto per fare un esempio, solo in città sono oltre trecento i cittadini bisognosi che quotidianamente usufruiscono dei pasti sia a mezzogiorno che di sera. Inoltre, sono circa cento i gruppi familiari che richiedono sostegno presso il nostro apposito «banco alimentare» di via Randazzo, mentre altrettanti chiedono un intervento economico, che può giungere sino a settecento euro al mese.


Sono questi i punti portanti che emergono nel corso di una intervista rilasciata dal vescovo della Diocesi di Patti, Ignazio Zambito, che traccia il resoconto di un anno che sta per concludersi. Il vescoco evidenzia sia le iniziative attuate, sia quelle che si stanno portando avanti in favore della collettività, soprattutto nei confronti delle fasce economicamente più deboli. «Chiaramente - aggiunge Zambito - allo stesso modo viene attenzionata tutta la Diocesi, composta da 42 comuni e con una popolazione complessiva di quasi 160 mila abitanti. Quindi come si può notare si tratta di aiuti di una certa consistenza, con altri «banco alimentari» che si trovano in diversi comuni, fra i quali spiccano, quelli di Mistretta, Sant'Agata, Capo d'Orlando e cosi via. Senza per questo tralasciare di dire, che se la crisi per molte famiglie è ancora un po' sotto controllo molto dipende dal fatto che ci sono sempre i «benedetti nonni» che con le loro pensioni riescono a far quadrare in un certo qual modo i bilanci dei propri cari. Andando ad analizzare in dettaglio i sostegni che vengono offerti alle fasce più deboli, spicca su tutti il consistente aiuto offerto dalla mensa che viene fornita quotidianamente dal centro assistenziale e di prima accoglienza «Massimiliano Koble».


«Purtroppo - spiega il Vescovo - a tale crescente numero di persone, quasi il 10% in più rispetto allo scorso anno le risorse incominciano ad essere sofferenti, dato che progressivamente scarseggiano specialmente i prodotti a lunga conservazione, come pasta, olio, scatolame e cosi via. Stesso discorso, al «banco alimentare» di via Randazzo, il cui locale è concesso gratuitamente dal comune che stenta a riempirsi a differenza di un recente passato, di prodotti alimentari di largo consumo e di lunga conservazione. Diminuiscono altresì gli indumenti per vestirsi, coperte e scarpe. Da ciò si denota anche la crescente difficoltà di quei cittadini appartenenti soprattutto alla fascia media che generalmente erano i più premurosi nell'offrire il loro sostegno».

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