Tonnara, dagli splendori allo scheletro degradato

La denuncia dei residenti: "L'inattività dell'amministrazione messinese ha portato la tonnara ad un forte stato di degrado e alla scomparsa di molti reperti"

MESSINA. San Giorgio, la frazione balneare e borgo marinaro, famosa per la sua storia centenaria tra le tonnare di tutto il mondo chiude i battenti pure della memoria. "L'inattività dell'amministrazione messinese ha portato la tonnara ad un forte stato di degrado e alla scomparsa di molti reperti - denunciano i residenti - se fossimo stati in qualche provincia del nord a quest'ora la nostra sorte sarebbe stata del tutto diversa".

La tonnara di San Giorgio iniziò la sua attività sin dal 1407 ed è andata avanti fino agli inizi degli anni '70. Quello che fu uno dei più importanti stabilimenti dell'intera isola, resta oggi come scheletro a testimonianza della cultura marinara-commerciale e pioniera dell'industrializzazione. Della struttura originaria restano soltanto l'impianto planimetrico e la volumetria.

Eppure la fama che accompagnava la tonnara era legata alla sua macchina organizzativa. Non solo per il copioso passaggio dei tonni tra il centro e le isole Eolie, per gli stabilimenti dove avveniva la pulitura, liscatura ed inscatolamento, ma soprattutto per l'olio che veniva usato per il completamento che veniva dalle ricche campagne di olivi che attorniavano la ridente frazione.

Centinaia di famiglie - per non dire praticamente tutte - vivevano e gravitavano attorno alla tonnara tanto che per intendere gli abitanti di San Giorgio fino a qualche anno fa li si intendeva "sangu i tunnu". Anche questo è il segnale di un’epoca che finisce per sempre.

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