L'INCHIESTA

Castello di Milazzo, è scontro su lavori e fatture

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Il legale della ditta Ares: «Nulla è stato contestato in merito a irregolarità contabili o sulla qualità delle opere eseguite»

MILAZZO. «Nulla è stato contestato o notificato. Abbiamo appreso da notizie stampa dell'esistenza di un processo verbale di costatazione dal quale emergerebbero irregolarità contabili». Lo afferma in una nota Alvaro Riolo, legale della «Ares srl», in merito a indagini su presunte irregolarità in merito ai lavori di restauro del castello di Milazzo che hanno portato alla denuncia alla Procura di Barcellona Pozzo di Gotto da parte della Guardia di finanza di cinque persone per truffa allo Stato, emissione di fatture per operazioni inesistenti e occultamento di scritture contabili.

Al centro dell'inchiesta presunte false fatture per un milione e mezzo di euro. «Da quanto appreso dalla stampa - scrive il legale - le osservazioni in esso contenute, riguarderebbero presunte irregolarità formalità-fiscali di natura soggettiva relative a prestazioni effettivamente eseguite. Fatti che, comunque, saranno chiariti nelle sedi opportune, quando, e se, verranno contestati». Alvaro Riolo precisa che «le presunte irregolarità non attengono assolutamente alla conformità e qualità del lavoro ma si parla solo di "fatture per operazioni inesistenti", che non incidono sulla regolarità dell'opera».

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