L'EMERGENZA

Messina, i profughi accolti nelle chiese

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MESSINA. Dai campi di accoglienza alle canoniche delle chiese. Sette tra chiese ed istituti religiosi del capoluogo e della provincia hanno già scelto e accoglieranno nei prossimi giorni una cinquantina di migranti richiedenti asilo per almeno sei mesi.

La chiesa messinese apre le porte delle parrocchie e delle comunità ai migranti. A rispondere all'appello della Caritas locale e del Santo Padre sono stati l'istituto Don Orione, le Suore di valle degli Angeli, la chiesa di Pompei, la chiesa di San Giuliano, i frati di Sant'Antonio di Barcellona, la parrocchia di San Giacomo, la parrocchia di Camaro Superiore guidata da padre Cento. San Giuliano ha dato disponibilità per sei migranti. «In quello che rappresenta una sorta di contratto etico - spiega don Giuseppe Brancato - abbiamo garantito sei mesi di permanenza. Quello che ci interessa non è la mera accoglienza materiale. È un'accoglienza pastorale. Quello che vogliamo è l'integrazione tra culture e religioni. È il fratello che ospita il fratello. A farsi carico dell'accoglienza nessuna istituzione. Sarà la comunità religiosa che sorge intorno alla chiesa a farsi carico. Saranno la parrocchia o l'istituto stesso».

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