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Sharon Stone a Taormina: «Vediamo il sesso in modo più naturale, Basic Istinct oggi non farebbe scandalo»

Sharon Stone, sessantasei anni e sessanta film all’attivo, è un’attrice e produttrice statunitense diventata icona mondiale anche grazie a una scena, quella di Basic Istinct, thriller erotico-neo-noir del 1992 di Paul Verhoeven in cui, pericolosamente, accavalla le gambe in un interrogatorio in cui lei è l’accusata. Oggi l’attrice è in Italia ospite della settantesima edizione del Taormina Film Festival diretto da Marco Müller dove sarà premiata questa sera sul palco del Teatro Antico con il Cariddi d’oro.

Bella vestita con un abito lungo a fascia intrecciata con un cappuccio che le copriva morbidamente anche la testa, l’attrice ha incontrato stampa e pubblico in un hotel cinque stelle di Taormina. «Sì è vero - dice la Stone - quella scena fece scandalo, oggi sarebbe una cosa del tutto ordinaria. E non è cambiato solo quello a Hollywood negli Studios, quando giravo io si facevano film da cinquanta-sessanta milioni di dollari, oggi si fanno solo blockbuster da centinaia di milioni. L’avvento dello streaming ha cambiato in meglio le cose perché permette di fare film più piccoli».

E ancora sulla sessualità sottolinea l’attrice: «Anche grazie alle piattaforme streaming siamo tornati a rivedere il sesso in maniera in modo più naturale e questo grazie anche all’aumentata presenza di donne che lavorano nel cinema e che hanno fatto valere la loro prospettiva rispetto alla sessualità. Il sesso è qualcosa di naturale, se non ci fosse nessuno di noi sarebbe qui ora. Lo fanno tutti, anche in natura, è come l’acqua, l’aria, la polvere. È sempre stato visto come una cosa sporca - continua - anche perché veniva raccontato dal punto di vista maschile. Credo che ora si stia tornando lentamente alla normalità».

Senza mai citare Trump, poi, l’attrice parla della situazione politica americana pre-elettorale: «Grazie a Dio non sono un politico, ogni Paese attraversa un periodo in cui c’è qualcuno che cerca di prenderne il potere e altri cercano dì opporsi. Io sono un’americana orgogliosa, amo il mio paese e ovviamente sono profondamente preoccupata. È la prima volta che assistiamo a qualcuno che basa la sua campagna elettorale su una piattaforma di odio e oppressione». L’attrice che si è sempre prodigata per attività benefiche, anche prima della malattia (è stata colpita da un ictus nel 2001) dice della beneficenza.

«Non credo sia un obbligo per le persone dedicarsi ad attività benefiche. È una cosa che devi trovare dentro di te. Chi ha la fortuna di essere illuminata dalla fama deve però comportarsi in maniera responsabile».

Sharon Stone dipinge, scrive e balla, «sono un’artista a 360 gradi», dice. E rivela che farà una mostra nella capitale. «Il Comune di Roma mi ha offerto di tenere una personale al Museo dell’Ara Pacis a novembre. Lì potrò esporre i miei lavori, sono eccitatissima. Mi auguro che veniate a vederla tutti».

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