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L'INTERVISTA

Capotreno accoltellato a Messina: «Non posso perdonare»

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«Ho visto un lampo nei suoi occhi e mi sono girato. Poi un pizzico alla spalla, bruciore e respiro affannato. E il sangue...»

MESSINA. Nessun perdono per chi lo ha accoltellato a tradimento alle spalle. Riccardo Caristi parla a distanza di due settimane dal fatto di sangue che lo ha visto vittima. E' stato aggredito da un ventiquattrenne rumeno, Stefano Lacatus, per il solo fatto di aver chiesto un biglietto che l'uomo non aveva. Una ferita alla spalla che gli ha causato un versamento pleurico. Non riesce ancora a respirare. Non può correre. Non può parlare troppo. Ma quando parla di quei momenti si accende e la voce gli viene fuori: "Conoscevo il mio aggressore per il solo fatto che spesso viaggia sui treni ma non pensavo che potesse arrivare a tanto".

E poi ripercorre quei terribili minuti: "Ho chiesto il biglietto mi ha dato un titolo scaduto. Ho chiesto i documenti e per tutta risposta ha tentato di scaraventarmi il telefonino che avevo in mano fuori dal finestrino. Poi ha tirato un fuori un coltello e ha mimato il gesto della coltellata. Aveva una strana luce negli occhi. Ho intuito che le cose si stavano per mettere male. Sono andato via o meglio ha lasciato credere che andassi via. Ero intenzionato a chiedere l'intervento della polizia. Ho sentito come un pizzico alla spalla. Ho continuato a camminare sino a metà carrozza. Poi ho sentito forte il bruciore e ho cominciato a respirare male. Mi sono fermato e toccandomi ho visto tutto quel sangue…".

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