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Il vescovo di Messina in lacrime: lascio solo perché sto male

Dopo le dimissioni, il capo della Diocesi di Messina Calogero La Piana respinge le accuse di un buco da 8 milioni nei conti

MESSINA. "Avrei tanto voluto uscire di scena in silenzio, ma le illazioni che hanno seguito l'annuncio delle mie dimissioni, mi hanno costretto a spiegare meglio le mie ragioni". A dirlo l'arcivescovo di Messina Calogero La Piana durante una conferenza stampa riferendosi alle polemiche e alle illazioni sulle sue dimissioni per "motivi di salute" annunciate due giorni fa.

In alcuni siti d'informazione on line, infatti si sarebbe insinuato che le dimissioni del prelato erano dovute a problemi economici per degli ammanchi all'interno della Chiesa messinese. Contestati anche i rapporti tra Curia e Tirreno Ambiente, la società che gestisce la discarica di Mazzarrà Sant'Andrea, anch'essa al centro di inchieste giudiziarie. Tirreno Ambiente difatti avrebbe finanziato alcune feste parrocchiali.

"Mi sento logorato nel fisico e nello spirito - spiega La Piana - voglio continuare a servire ma in modo più appropriato alle mie condizioni. Bucolo è stato un seminarista, ma questo non vuol dire nulla. Come tanti, giovani ha iniziato un cammino di formazione che non tutti portano a termine. E' normale che si instaurino amicizie e rapporti. L'allusione della stampa alle parrocchie e Don Giuseppe Brancato sono soltanto legati al fatto che Bucolo ha sempre vissuto dentro la comunità cristiana. Prima di scrivere bisogna conoscere. Ho notato molti raccoglitori e spargitori di fango che annientano la dignità della persona. Intanto questa Chiesa è stata distrutta, così come la mia famiglia e chi mi sta vicino. Ho servito la città per come ho potuto ma non la lascio bene. Le vicende politiche non hanno certo aiutato questo popolo che è privo di identità e carattere".

1 Commento

Salvatore Vernaci

27/09/2015 18:09

Il grande gesto, maturato e sofferto, dovuto a problemi fisici: “Le mie condizioni di salute non mi permettono più di seguire la diocesi per come dovrei”, ricalcano le parole dette da Papa Ratzinger quando ha lasciato il Papato:” le mie forze non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero Pietrino” e racchiudono la presa d’atto delle difficoltà e dell’impotenza ad essere un Buon Pastore in un ambiente abulico, senza prospettive , critico, disperato: “ Ogni giorno 350 messinesi trovano un pasto nelle mense per i poveri, 10 lasciano la città, 15 perdono il lavoro e un esercizio commerciale chiude…”. Nelle parole dell’Arcivescovo “" lascio una Città senza identità e priva di carattere"..dc’è tutta l’amarezza di Chi vorrebbe fare, ma non può, non ha le forze fisiche e morali per dare aiuto ai tanti “disperati”… Mi piace ricordare la sua immagine di Mons. Calogero La Piana, con le parole dette un 28 dicembre di un anno del suo Vescovato, che sono e restano sempre attuali: "E' innegabile che la memoria centenaria del tragico evento del 1908 avviene in un momento difficile. In città e provincia viviamo il dramma della precarietà, della incertezza e della stessa perdita del lavoro. Cresce il numero dei poveri… E sono ancora in tanti ad attendere un tetto sicuro...Unisco il mio grido con coloro che invocano assistenza e chiedono di non essere abbandonati da chi ha il dovere di intervenire…». Un chiaro messaggio alle Istituzioni da parte dell’Arcivescovo «auspicando risposte concrete». Pur tra le mille difficoltà del momento, l'Arcivescovo conclude raccomandando ai MESSINESI di non cedere «alla stanchezza ed allo sconforto. Non smarriamo la speranza e la fiducia. Non venga meno la solidarietà, la Madonna della Lettera non ha mai smesso di guardarci con benevolenza, di benedire e proteggere Messina e i suoi cittadini».

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