MARINA MILITARE

Messina, disinnescato ordigno bellico: è stato ritrovato nelle acque del porto

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È stata rimossa e neutralizzata una bomba americana, risalente alla seconda guerra mondiale, del peso di circa mille libbre, nelle acque vicine al porto di Messina. I palombari del gruppo operativo subacquei, del comando degli incursori della Marina militare, hanno distrutto l'ordigno dopo averlo portato in una zona di sicurezza, seguendo le procedure necessarie per preservare l'ecosistema marino.

L’intervento d’urgenza del Nucleo Sdai è stato richiesto dalla locale Prefettura, a seguito della segnalazione dell’autorità marittima dello Stretto di Messina riguardo al rinvenimento da parte del terzo nucleo operatori subacquei della guardia costiera del grande ordigno esplosivo, individuato all’interno del porto a 30 metri di profondità.

Le operazioni subacquee preliminari sono state condotte il 28 marzo dai palombari del Comsubin e hanno permesso di riconoscere l’ordigno come una bomba d’aereo americana, risalente alla seconda guerra mondiale. Proprio per la vicinanza alle infrastrutture portuali, la prefettura di Messina ha coordinato le operazioni di bonifica questa mattina. Intanto in zona è stata interdetta la navigazione e il traffico veicolare.

''Il rinvenimento di questo ordigno ha imposto di applicare una rigida procedura d'intervento a causa della situazione di pericolo per la pubblica incolumità", ha dichiarato il Tenente di Vascello Marco Presti, aggiungendo poi che "solo nell'ultimo mese abbiamo rinvenuto a Lampedusa un'altra grande bomba d'aereo e numerosi proiettili di medio calibro, pertanto, mi preme raccomandare a chiunque dovesse imbattersi in oggetti simili, che questi manufatti possono essere molto pericolosi e quindi non devono essere toccati o manomessi in alcun modo".

Lo scorso anno i palombari della Marina Militare hanno recuperato e bonificato oltre 44.000 ordigni esplosivi di origine bellica, mentre dal primo gennaio 2019 sono già 2.987 i manufatti esplosivi rinvenuti e neutralizzati nei mari, fiumi e laghi italiani, senza contare i 8.895 proiettili.

 

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