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VIA CATANIA

Assalto armato all'ufficio postale a Messina, un arresto

E’ durata poco la fuga dell’uomo che ieri, intorno alle 19, si è reso autore di una rapina ai danni dell’ufficio postale di via Catania, a Messina. I poliziotti delle Volanti, allertati dalla sala operativa, hanno rapidamente raggiunto l’agenzia Messina 3, circondato lo stabile e dato il via alle ricerche.

Ad appena cento metri, gli agenti hanno individuato un uomo che corrispondeva perfettamente alla descrizione. La prova che lo ha inchiodato sono state le sue mani, ancora sporche dell’inchiostro rilasciato dal dal sistema di sicurezza degli sportelli bancomat da cui il rapinatore aveva poco prima sottratto il denaro. Si tratta di Giovanni Gangemi, messinese di 30 anni.

Il malvivente aveva fatto irruzione nell’ufficio postale e, col volto coperto e armato di pistola, aveva portato via le cassette porta-banconote all’interno dell’Atm che il personale dell’ufficio, in orario di chiusura, stava rifornendo. Vistosi scoperto, ha ammesso le proprie responsabilità e indicato il luogo dove aveva nascosto le due cassette porta-banconote con ancora il denaro dentro, 70 euro, e la pistola, una beretta semiautomatica con matricola abrasa, perfettamente funzionante e con quattro colpi nel caricatore. Il rapinatore è stato trasferito in carcere.

I poliziotti delle Volanti di Messina e della Sezione Falchi di Catania hanno, inoltre, eseguito una misura cautelare per gli arresti domiciliari e il braccialetto elettronico, a carico di Fausto Marletta, 42enne nato ad Augusta, residente a Catania, per una rapina commessa lo scorso 10 ottobre in un’autofficina messinese, dove il bandito aveva sottratto una vettura approfittando di un attimo di distrazione del titolare.

Quest’ultimo ha rincorso l’auto aggrappandosi allo sportello per un breve tratto di strada, ma è poi caduto rovinosamente a terra. Il rapinatore con una serie di manovre è riuscito a sbalzarlo via, causandogli lesioni giudicate guaribili in sette giorni. I poliziotti sono risaliti all’identità dell’uomo grazie all’analisi delle immagini del sistema di videosorveglianza. Il rilevatore gps installato a bordo dell’auto ha permesso di localizzare il mezzo nel territorio di Giarre.

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