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Sequestrati 22 cavalcavia a rischio crollo sulla Palermo-Messina: quattro indagati

autostrade, ponti, Messina, Cronaca
Il cavalcavia di Acquacalda sulla Palermo-Messina

Ventidue infrastrutture, tra cavalcavia e sovrappassi, sulla A20 Palermo-Messina sono state sequestrate dal tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto su decreto emesso dal gip ed eseguito dalla locale polizia stradale.

Tutti ricadenti sulla A20 nell'area della provincia messinese, i cavalcavia sono stati affidati in custodia agli enti fruitori del piano viabile e sottoposti a limitazioni di traffico al fine di limitarne la capacità portante in attesa dei necessari interventi funzionali e delle operazioni di ripristino.

Quattro le persone deferite in stato di libertà, ritenute responsabili del reato di omissione di lavori in edifici o costruzioni che minacciano rovina. Si tratta di tre ex funzionari e un ex presidente del Cas. Sono Alessia Trombino 50 anni, presidente pro tempore del Cas; Salvatore Minaldi, 66 anni, quale direttore generale e responsabile interinale dell'area tecnica; Salvatore Pirrone 64 anni, ex direttore generale sino al 9 marzo 2018 (anche se a più mandati e per diversi periodi) e direttore interinale dell'area tecnica e di esercizio; Giovanni Raffa 63 anni, direttore dell'area tecnica e di esercizio dal 5 febbraio 2019 al 31 gennaio 2020.

Sotto sequestro sono finiti sette cavalcavia ricadenti nel territorio di Barcellona Pozzo di Gotto, quattro in quelli di Milazzo, sei a Terme Vigliatore, tre su quello di Furnari, uno a Monforte San Giorgio e un altro, infine, a Pace del Mela.

"Com’è ormai noto, teniamo in grande considerazione il tema della sicurezza infrastrutturale di ponti, viadotti e cavalcavia - commenta Minaldi -; tanto è vero che tutte le strutture indicate nel sequestro, nessuna esclusa, sono interessate già da tempo o da interventi di manutenzione seguiti da esperti ingegneri strutturisti, o ancora da rilievi e indagini scientifiche, condotte tenendo in considerazione anche le linee guida fornite dal Ministero. L’indagine a tappeto avviata, che in verità interessa la totalità della nostra rete autostradale, ha già fornito i primi esiti a seguito dei quali, com’è noto, siamo intervenuti dove era necessario in modo celere e deciso".

Sul caso interviene l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone: "Come già ribadito in altre occasioni, bene che la magistratura resti attenta alle vicende del Consorzio autostrade siciliane, ente che paga il prezzo di lunghi anni senza bussola con evidenti ricadute sui servizi ai cittadini. Oggi però proprio il raffronto con l’eredità del passato ci consente di apprezzare appieno l’inversione di tendenza che, sul piano gestionale e infrastrutturale, il governo Musumeci, ha pazientemente impostato e attuato".

Falcone aggiunge: "Lasciamo dunque lavorare la Procura, ma è altresì opportuno sottolineare che, sul piano di sicurezza e manutenzione, la nuova governance del Cas, anche ai suoi più alti vertici dirigenziali, ha dato oggi prova di buona volontà e fattività. L’ente fornirà una relazione puntuale e tempestiva sulle condizioni strutturali e di sicurezza dei manufatti".

Sul caso intervengono, in una nota congiunta, il segretario regionale della Filca Cisl Paolo D'Anca e quello di Messina, Pippo Famiano: "Da tempo ormai denunciamo lo stato di totale abbandono in cui versano le infrastrutture in Sicilia e chiediamo che la manutenzione delle strade, viadotti, cavalcavia deve essere una priorità assoluta per garantire e tutelare l'incolumità dei cittadini o il rischio che si ripetano tragedie annunciate è dietro l'angolo. Speriamo - aggiungono - che la magistratura e le forze dell'ordine facciano luce al più presto su quanto accaduto e che si individuino le responsabilità di chi viene meno al proprio dovere  e mette continuamente a rischio la sicurezza dei cittadini".

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