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NUOVO SOPRALLUOGO

Baraccopoli di Messina, allarme dell'Asp: "Situazione igienico-sanitaria aggravata dal Covid"

La recente relazione dell’Asp sulle zone baraccate di Messina che aveva fatto il punto della situazione e confermato l’esistenza di gravi carenze igienico-sanitarie, riporta un quadro già noto all’azienda sanitaria.
«Era una situazione che conoscevamo e che era sotto gli occhi di tutti perchè due anni fa è stata fatta una indagine molto circostanziata sulla situazione delle baraccopoli cittadine», dice il direttore facente funzioni dell’Asp di Messina Bernardo Alagna che stamattina ha fatto un sopralluogo nella baraccopoli di Fondo Fucile. «Con la pandemia - aggiunge - quello che è stato segnalato due anni fa si rivela ancora più grave proprio perchè l’incombenza della pandemia su una situazione del genere, dal punto di vista igienico sanitario, può essere rischiosissima non solo per loro ma per tutta la cittadinanza».

Anche stamattina, ha proseguito la manager dell’Asp, «siamo stati a visitare queste abitazioni, i pericoli igienico-sanitari, strutturali e di pubblica salute lì sono enormi, chiunque capisce che non è una situazione compatibile con una quotidianità che non dia problemi di salute, lì ci sono anziani, bambini, persone particolarmente fragili la cui situazione sanitaria si aggrava perchè permangono per anni in situazioni igieniche precarie».

Alagna ha ricordato il monitoraggio fatto dall’Asp nei mesi scorsi con i tamponi: «Abbiamo fatto campagne di screening con tamponi per verificare la diffusione del virus all’interno di questa comunità quello che è emerso sono numeri piccoli anche perchè la partecipazione è stata scarsa, probabilmente perchè le persone che vengono trovate positive non potrebbero fare la quarantena nel proprio domicilio ma dovrebbero andare nei Covid hotel quindi abbandonare situazioni familiari già difficili oppure lasciare il proprio lavoro che a volte è in nero ma che dà sostegno alle loro famiglie quindi sfuggire a questo tipo di campagna è un modo per loro continuare la sopravvivenza economica ma a noi resta la preoccupazione sullo stato di salute».

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