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IL CASO

"Da green kass a green pass", chieste le dimissioni del consigliere del teatro di Messina

L'intellettuale Nino Principato ha paragonato la carta verde al lasciapassare nazista. Immediata la reazione di 15 consiglieri comunali che hanno chiesto al sindaco Cateno De Luca la testa di Principato
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Nino Principato

«Green Kass degli anni 40 del 900: la storia ripete». Il parallelismo l'ha fatto Nino Principato, consigliere dell’Ente teatro Vittorio Emanuele di Messina.  In ordine di tempo, è l’ultimo intellettuale che ha paragonato il green pass al nazismo.

L’architetto Principato, per anni funzionario al Comune, storico e polemista, interviene spesso su argomenti culturali e di costume pubblicando sui social commenti che per i suoi detrattori sono gaffe memorabili. Come quando ha ipotizzato, in base ad alcuni suoi studi, che William Shakespeare possa essere stato messinese o ha bollato come una «ostentazione di cattivo gusto» l’esibizione di Achille Lauro a Sanremo suscitando l’indignata reazione dell’Arci gay e della comunità Lgbt.

Ma questa volta l’ultimo suo commento su Facebook, che sta suscitando un vespaio di polemiche, potrebbe anche costargli il posto nel Cda del Teatro. Principato ha infatti postato la frase «Green Kass degli anni ‘40 del 900: La storia si ripete“ pubblicando un’immagine del lascia passare nazista, con un evidente richiamo all’attuale «green pass».
Immediata la reazione di 15 consiglieri comunali che hanno chiesto al sindaco di Messina Cateno De Luca la testa di Principato. «Riteniamo che tali affermazioni - scrivono i consiglieri - siano estremamente gravi e non degne di un soggetto chiamato dal Comune di Messina all’interno del Consiglio di amministrazione della più importante istituzione culturale della città, che è il teatro Vittorio Emanuele. Stavolta ha davvero oltrepassato il segno, per il gravissimo accostamento ad uno strumento illiberale e antidemocratico di matrice nazista, e per il pessimo esempio dato alla collettività, in un momento storico in cui bisogna più che mai rispettare le regole per la salvaguardia della salute pubblica».

I consiglieri chiedono al sindaco Cateno De Luca «non solo di prendere pubblicamente le distanze da questa infelicissima uscita del suo rappresentante in seno al Teatro, ma di revocargli immediatamente l’incarico per evidente inadeguatezza a rappresentare l’Ente comunale».

Ma il primo cittadino non sembra intenzionato, almeno fino ad ora, a silurare il rappresentante del Comune nel Consiglio di amministrazione del Teatro. Anche perchè De Luca, soprannominato «Scateno» per il suo carattere irruento, ama pure lui le provocazioni. Come quando si presentò in mutande e avvolto nella bandiera della Sicilia, con un pinocchio di legno in una mano e la Bibbia nell’altra, per protestare contro i vertici della Regione. Figurarsi se si ferma davanti a un «no pass».

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