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Frode nel commercio di materiali inerti: quattro arresti, l'operazione tocca anche Messina

Sequestrati cinque complessi aziendali per il mancato pagamento delle imposte

La caserma Stefano Cotugno, sede del comando provinciale di Messina della guardia di finanza

Dalle prime luci dell’alba i finanzieri del comando provinciale di Rimini, con il coordinamento della locale procura e la collaborazione dei comandi provinciali di Venezia, Ferrara, Forlì, Roma, Chieti, L’Aquila, Benevento, Caserta, Napoli, Salerno e Messina, stanno dando esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali emessa dal gip del tribunale di Rimini. Quattro le persone arrestate, due finite in carcere e due ai domiciliari. Contestati a vario titolo i reati di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte, trasferimento fraudolento di valori e calunnia. La frode scoperta dalla guardia di finanza riguarda il commercio di materiali inerti.

Contestualmente, i finanzieri stanno eseguendo un decreto di sequestro preventivo di cinque complessi aziendali per i reati di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e trasferimento fraudolento di valori, nonché un ulteriore sequestro per equivalente sino all’importo di oltre 2 milioni di euro pari al profitto delle ipotesi di reato di emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.

Impegnati nel blitz oltre 50 militari del nucleo di polizia economico-finanziaria e del gruppo di Rimini, coordinati dal comandante provinciale. In corso anche 44 perquisizioni in tutta Italia. I dettagli dell’operazione verranno illustrati nel corso di una conferenza stampa che di terrà alle 11 a Rimini.

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