
«Sono una collega di studi di Sara e purtroppo anche del suo assassino. Lui era un tipo taciturno che non stava mai insieme a noi e non faceva capire nulla di quello che provava per Sara. Non faceva gruppo e si isolava. Lei era invece una ragazza stupenda e piena di vita». Lo dice Angela una compagna di corso di Sara col lumino in mano insieme a migliaia di studenti, ma anche di professori, anziani, ragazzini durante la fiaccolata a Messina per ricordare l’omicidio della studentessa Sara Campanella e per dire «no alla violenza».
«Abbiamo fatto questa fiaccolata - prosegue Angela - per ricordare la nostra compagna e affinché atti brutali come quello accaduto a Sara non si ripetano mai più». Un altra collega di università, Giuliana, afferma: «Siamo sgomenti. Ci chiediamo come possano accadere ai giorni nostri queste. Se ci fosse qualcosa per fare smettere questi comportamenti lo faremmo subito. Non riesco a capacitarmi perché una persona come Sara, con tanta voglia di vivere sia morta così senza un motivo a 22 anni in modo così atroce».
Nel corteo un gruppo di ragazzi e ragazze tiene uno striscione con la foto di Sara con la frase presa dal profilo Facebook della ragazza: «Mi amo troppo per stare con chiunque» e poi il numero di telefono antiviolenza «1522».
Messina così si è stretta alla famiglia Campanella che ha partecipato al corteo. Uno studente del liceo La Farina ha detto: «Meditiamo sulle colpe che tutti noi abbiamo e cerchiamo di costruire un mondo migliore, affinché Sara continui a vivere non solo nelle parole, ma nello spirito quotidiano». La presidente della Crui Giovanna Iannantuoni ha detto: «Sono qui per per portare l’abbraccio di tutti gli atenei italiani. Ricordiamo a Sara ma anche Ilaria la studentessa della Sapienza e tutte le giovani vittime di Femminicidio. Ilaria E Sara erano due ragazze stupende, bravissime nello studio e solari». “Tutti gli atenei italiani sono vicini alla memoria di Sara e all’Università di Messina - ha aggiunto - Bisogna studiare questi fenomeni he provocano tragedie, bisogna essere capaci di comprendere i segnali prima che avvenga l’irreparabile».
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