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Smottamento sulla Catania-Messina
Pizzo: in Sicilia sta franando di tutto

Lunghe code si registrano sulla strada statale e nei percorsi alternativi

CATANIA. E' stata chiusa al traffico per sicurezza il tratto Roccalumera-Giardini Naxos, in entrambe le direzioni di marcia, dell'autostrada A18 Catania-Messina, per un ulteriore smottamento della collina, sovrastante Letojanni. Lunghe code si registrano sulla strada statale e nei percorsi alternativi.

Un primo scivolamento si era verificato tre giorni fa, e il Consorzio autostrade siciliane si era attivato, con propri tecnici, per la messa in sicurezza della viabilità, per eliminare il materiale franoso e mettere in atto iniziative per contenere il costone.

Dopo la chiusura del tratto sono stati istituite le uscite obbligatorie di Roccalumera (per gli utenti provenienti da Messina) e allo svincolo di Giardini Naxos per quelli provenienti da Catania. Il Cas informa che "sono in corso tutti i possibili interventi per ripristinare i luoghi e garantite le condizioni di sicurezza".

Intervento su Facebook dell'assessore regionale alle Infrastrutture Giovanni Pizzo: "Oggi pomeriggio vertice in prefettura per la frana sulla Catania - Messina. Le ditte sono già al lavoro per un piano di consolidamento e drenaggio approvato dal genio civile. La riapertura tra stanotte e domani. Sulle strade siciliane sta franando di tutto. Non si può lavorare così".

Ance: tir bloccati e fornitura merci a rischio. Dopo il crollo del viadotto Himera sull'autostrada Palermo-Catania, la frana di oggi sulla Messina-Catania ha di fatto tagliato la Sicilia in tre parti, con tutti i mezzi pesanti fermi perché lungo la statale 114, sulla quale viene deviata la circolazione, c'è un angusto sottopasso che rende arduo il transito ai camion. "Da oggi tutte le derrate alimentari saranno portate al macero - dice l'Ance Sicilia, l'associazione dei costruttori edili - e quasi tutte le province dell'Isola soffriranno per la difficoltà di approvvigionamento di merci e generi di prima necessità, di materie prime e semilavorati per l'industria manifatturiera e di materiali per il settore delle costruzioni".

"Questo fatto, ancorché prevedibile come dichiarano i tecnici del Consorzio autostrade siciliane, mette a nudo - aggiunge l'Ance - la gravissima responsabilità dei governi centrale e regionale e della deputazione nazionale e dell'Ars, che hanno tutti sottovalutato l'importanza di completare l'anello autostradale siciliano e di investire in maniera efficace sulla prevenzione del dissesto idrogeologico. Proprio adesso la giunta regionale per pagare spese correnti e assistenziali ha sottratto risorse al completamento della Nord-Sud, mentre il governo nazionale ha appena sfiorato la Sicilia col piano "#Italia Sicura" e la stessa Regione ha previsto pochissime risorse nella scheda sul dissesto idrogeologico presentata a Bruxelles per la nuova programmazione dei fondi europei". "Cosa dovrà accadere ancora - si chiede Santo Cutrone, presidente facente funzioni di Ance Sicilia - perché l'intera classe politica capisca che la situazione del territorio siciliano non può essere più presa sottogamba? Dobbiamo sperare ancora una volta in interventi 'fai da te' dei cittadini e dei Comuni che evidenziano tutta la sfiducia nella politica? Non possiamo e non dobbiamo".

Anci: la Sicilia si sta sbriciolando. "Dopo il crollo del viadotto Himera ora è una frana a mettere in ginocchio la viabilità tra Catania e Messina. La Sicilia si sta sbriciolando e assistiamo a continui attentati alla sicurezza dei siciliani e a continue minacce ad un'economia che, oltre alla crisi, deve fare i conti con queste emergenze che la penalizzano ulteriormente. L'inadeguatezza del sistema viario rappresenta, infatti, un colpo mortale all'economia degli enti locali e una dimostrazione dell'incapacità della Regione di fronteggiare con azioni mirate una situazione insostenibile che va a sovrapporsi ad altri problemi irrisolti". Lo dicono Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano (Anci Sicilia), a proposito della frana che ha interessato la collina di Letojanni. "I trasporti in Sicilia - concludono - stanno attraversando un periodo nero, prova ne sia l'ulteriore sciopero che domattina coinvolgerà i lavoratori impegnati nel trasporto pubblico locale. A loro, che protestano contro l'immobilismo regionale e contro i tagli dei trasferimenti ai comuni e alle aziende, esprimiamo la solidarietà dell'associazione".

 Dopo la frana sull'autostrada A18 è stata prevista la partenza di alcuni navi, con a bordo tir, dal molo Norimberga di Messina con destinazione Catania. Circa 40 autoarticolati potranno così arrivare via mare a Catania lasciando le aree di sosta a San Filippo, dove erano stati parcheggiati. Lunghe code si sono formate sull'autostrada e sulla statale 114, dove è stato deviato il traffico e dove un angusto sottopasso rende arduo, o addirittura impossibile, il transito ai mezzi pesanti. Dopo il crollo di alcuni piloni del viadotto Himera sull'A19 Palermo-Catania, e l'interruzione dell'A18, la Sicilia è spezzata in tre parti

 

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