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Crediti mai riscossi per cento milioni: il Comune di Messina è nei guai

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MESSINA. Quasi cento milioni di euro di crediti vantati dal Comune non sono esigibili. Difficilmente entreranno nei prossimi anni nelle casse di Palazzo Zanca. È il macigno più grosso sulle spalle dell' amministrazione comunale che ieri ha fatto il punto della situazione dopo aver varato il Conto Consuntivo 2015 in pochi mesi e prospettato di tenersi pronti al dissesto.

Il sindaco, Renato Accorinti, e l' assessore al Bilancio, Luca Eller Vainicher, presente il ragioniere generale, Antonino Cama, hanno affrontato problemi e e soluzioni e confermato che sarà presentato un Piano di riequilibrio spalmato in 30 anni perché l' altro percorso da seguire sarà inevitabilmente il crack economico. «Dei dettagli tecnici vi parlerà l' assessore Eller - ha dichiarato il sindaco Accorinti - ma posso garantirvi che tutti i Comuni si trovano nella nostra stessa situazione economica e finanziaria. Con i debiti, nei bilanci, noi non facciamo giochi di prestigio; abbiamo invitato tutti a ridurre e contenere la spesa, aumentando allo stesso tempo le entrate. La nostra proposta sottoposta all' Anci, col Comune capofila, è spalmare il piano di riequilibrio da 10 a 30 anni».

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