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Taormina, anche gli hotel che non hanno riaperto dovranno pagare la Tari

Si prospetta una beffa per il settore alberghiero di Taormina già colpito dalla crisi del Covid-19. Il Comune di Taormina ha previsto l’imposizione del pagamento della tassa sulla raccolta rifiuti (Tari) per tutti e anche per chi quest’estate non ha riaperto. Si prospetta una riduzione della tariffa del 25% ma l’associazione Albergatori Taormina si dice pronta, con i propri associati, ad avviare "una pioggia di ricorsi".

"Non è giusto - fanno sapere dall’Associazione albergatori - che anche chi è rimasto chiuso debba pagare per un servizio che non c'è stato, quindi senza aver incassato nulla e senza aver prodotto rifiuti".

A Taormina sono rimaste chiuse diverse strutture, almeno una decina delle quali di rilievo, pari ad oltre il 10% dei posti letto presenti nel territorio. L’Amministrazione comunale ha reso noto adesso l’impossibilità di andare oltre una proposta di riduzione del 25% e di non poter esentare le attività dal pagamento, poichè l’ente si trova in predissesto e per i comuni in fase di riequilibrio finanziario non è previsto poi un ulteriore ristoro delle somme da parte dello Stato. "Non possiamo essere noi con le nostre imprese a pagare anni di cattive gestioni della cosa pubblica da parte della politica, il Comune trovi una soluzione che possa essere equa", lamentano gli albergatori.

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