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La pomice di Lipari galleggia verso un nuovo futuro, venduta l'ex Pumex

L'azienda è stata acquistata all'asta dalla MB Project, la società di Fausto Mandarano, ingegnere di Lipari che si divide tra Svizzera e America

La pomice di Lipari galleggia verso un nuovo futuro. Porticello venduto. Acquacalda pure. L’ex Pumex liquidata e comprata dalla società di Fausto Mandarano, ingegnere di Lipari che si divide tra Svizzera e America e l’ex Italpomice finita all’asta. Due i diversi compratori che traghetteranno Lipari verso nuovi lidi, nuove prospettive e nuovi investimenti. I politici si sono tolti un peso, il liquidatore pure e magari il prezzo pagato sarà pure giusto. Tutti felici e contenti acquirenti e venditori, speranzosi e sicuramente nessuno si mangerà le mani.

L’ex Pumex, è stata acquistata dalla società MB Project. Fausto Mandarano ha rilevato l'intero fallimento della Spa in liquidazione e cioè i beni immobili (fabbricati e terreni), le partecipazioni nelle altre società controllate che sono tantissime, crediti e debiti. Mandarano sempre all’asta aveva già rilevato l’ex camping di Unci, situato a Canneto che sta per essere restaurato e pronto per la stagione estiva 2025, così come la realizzazione del primo campetto di padel sempre a Canneto, che sarà operativo a giugno.

Per le cave di pomice con la chiusura della Pumex per non far più compromettere la montagna di pomice, visto che le Eolie erano divenute patrimonio dell’Umanità dell’Unesco (i 100 dipendenti che avevano perso il lavoro dopo anni di sofferenza sono stati assorbiti dalla società Resais e sono passati alle dipendenze del Comune e dell’Asp), si era fatto avanti l’ex presidente della Regione Nello Musumeci. Il suo governo aveva dato via libera alla proposta d'acquisto dell'ex cava di pomice e del complesso immobiliare. Dopo avervi posto il vincolo e avviato un difficile confronto con il commissario liquidatore, aveva tentato di rendere concreta l'azione di recupero e riqualificazione del sito minerario e restituire l'area alla fruizione della comunità isolana e dei turisti. Aveva anche trovato la copertura finanziaria necessaria, pari a 4,5 milioni di euro, come stimato dai dipartimenti regionali dell'energia, tecnico e dei beni culturali, per avviare il piano di sviluppo per il recupero ambientale delle aree e la valorizzazione dell'ex complesso produttivo, prevedendo anche la realizzazione del museo della pomice e del parco geominerario. L’obiettivo era che l'antico patrimonio storico dell'estrazione della pomice e dell'ossidiana sull'isola, di rilevante valore, non si doveva disperdere, ma anzi doveva essere tutelato e valorizzato. Ma poi, come si è visto, è saltato tutto. Dopo il Caolino, la più estesa proprietà privata dell’isola di Lipari acquistata a prezzo di saldissimo per soli 80 mila euro, adesso la seconda e la terza proprietà privata di Lipari passano la mano.

I beni dell'ex Pumex venduti dal liquidatore Massimo Galletti (la cifra non è trapelata) e dell'Italpomice con una base d'asta partita ad euro 2.234.198.Sotto l’attenzione o l’assenza della politica eoliana tutta. Verranno fuori finanziamenti e posti di lavoro. Intanto anche Vulcano aspetta l’esito della sua asta per il primo cratere al mondo di proprietà privata. Si tratta di metà montagna per oltre 2 milioni e mezzo di metri quadrati. Anche tutto questo fa parte del turismo eoliano. Con pubblicità gratuita.

Foto notiziarioeolie.it

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