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LA SENTENZA

Militello Rosmarino, il sindaco Riotta rimane in carica: respinto il ricorso

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Il Tribunale Civile di Patti ha respinto il ricorso presentato da un cittadino che chiedeva la decadenza di Riotta, in seguito a un’ordinanza di demolizione, emessa dal responsabile dell’area tecnica comunale, per un’abitazione ricevuta in eredità dal sindaco, dal defunto padre nel 2013.

Dai sopralluoghi effettuati emersero presunti abusi nelle opere edilizie riguardanti la realizzazione di un bagno, la variazione d’uso di un seminterrato e difformità nella copertura. Venne pertanto emessa un'ordinanza di demolizione entro 90 giorni. Secondo il ricorso, tale situazione avrebbe determinato una condizione di incompatibilità di Riotta dalla carica di primo cittadino.

Il collegio giudicante pattese presieduto dal magistrato Concetta Alacqua, e composto dai giudici Rosalia Russo Femminella e Maria Letizia Calì ha però evidenziato "come lo stato di incompatibilità sussista in caso di lite pendente, ossia nel caso in cui risulti essere parte, in un procedimento civile o amministrativo con l'ente".

Il sindaco Salvatore Riotta rimane in carica, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali. Decade invece il vicesindaco Antonino Tomasi.

Lo stesso Tribunale di Patti in composizione collegiale (presidente Alacqua; relatore Russo Femminella, giudice Peluso) ha dichiarato la decadenza dell’assessore del Comune di Militello Rosmarino, Antonino Tomasi. Il provvedimento è scaturito da un esposto presentato nei mesi scorsi da Domenico Giardinieri.

Secondo l’esposto, Tomasi è titolare di un laboratorio di analisi chimiche a Rocca di Capri Leone e convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale. Il ricorrente chiese al Tribunale di accertare e dichiarare l’ineleggibilità, l’incompatibilità e l’incandidabilità di Tomasi che, a giugno 2018, era stato eletto consigliere comunale e successivamente nominato dal sindaco, Assessore e vicesindaco dell’Amministrazione.

Tomasi, si dimise dalla carica di consigliere comunale solo il 16 maggio scorso, dieci giorni dopo la notifica del ricorso e quindi versava nella condizione di ineleggibilità al consiglio comunale e di incompatibilità alla carica di assessore-vicesindaco. Secondo il tribunale quindi il “caso” di Tomasi, i cui avvocati hanno anche sollevato la questione di legittimità costituzionale, rientra tra quelli indicati nella Legge regionale N. 31 dell’86.

Il tribunale quindi dopo l’ultima udienza del 21 ottobre scorso, ha emesso l’ordinanza con cui “dichiara cessata la materia del contendere in ordine alla decadenza dalla carica di consigliere comunale (perchè si era dimesso), ma ha dichiarato la decadenza dalla carica di assessore-vicesindaco".

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