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IL TRENTENNALE

Mattarella ricorda Beppe Alfano: «Il contrasto alle mafie è una responsabilità comune»

Alfredo Antoniozzi, vice capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, ringrazia il capo dello Stato e sottolinea che il giornalista ucciso nel 1993 a Barcellona Pozzo di Gotto faceva parte «di quella destra missina che oggi viene criticata, ma che ha dato grandi uomini alla nostra nazione»
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Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nell’anniversario della uccisione di Beppe Alfano, ha scritto un messaggio di cordoglio e ha lanciato un appello all’unità nella lotta alla mafia.

«Nel trentesimo anniversario dell’uccisione di Giuseppe Aldo Felice Alfano - ha scritto il capo dello Stato - mi unisco al cordoglio dei familiari, ricordando il suo inestimabile impegno civico. Beppe Alfano fu vittima di un vile attentato di matrice mafiosa mentre era alla guida della sua auto: un evento tragico che sconvolse la città di Barcellona Pozzo di Gotto».

Mattarella ricorda che «i valori di legalità e giustizia, fondamento del nostro sistema democratico, a cui Alfano si ispirava nello svolgimento della sua attività, non furono scalfiti da un delitto così spregevole. Con le sue inchieste Beppe Alfano narrava una realtà complessa, con l'obiettivo di svelarne le verità contro ogni forma di connivenza e corruzione. La lotta alla criminalità organizzata era per lui un impegno da perseguire con dedizione, all’insegna di una società libera dalla sopraffazione. Una dedizione che è rimasta impressa nella memoria collettiva: la sua immagine rappresenta un modello per le generazioni di ogni tempo».

Poi Mattarella rivolge un appello a tutti. «Il contrasto alle mafie - dice il presidente - è una responsabilità comune. Il contributo di ciascuno è elemento imprescindibile per una effettiva cultura della legalità che sia esperienza e dovere sociale. La Repubblica rende omaggio alla sua memoria».

Alfredo Antoniozzi vice capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, ringrazia Mattarella e ricorda che Beppe Alfano, «giornalista coraggioso», era «anche uomo di quella destra missina che oggi viene criticata ma che ha dato grandi uomini alla nostra nazione». «Ringrazio il presidente Mattarella per averlo ricordato - aggiunge Antoniozzi - trent'anni dopo quell'omicidio che ancora oggi non ha avuto giustizia. Beppe Alfano era un uomo coraggioso e anticonformista al punto di rifiutare l’iscrizione all’albo dei giornalisti. Fu ucciso perché cercava verità nell’interesse della Sicilia che amava molto e nel sogno di estirpare il cancro della mafia da quella meravigliosa isola». Secondo Antoniozzi, «le parole del presidente Mattarella confortano nel ricordo di un uomo che ha dato la sua vita per la legalità».

Anche Carolina Varchi, deputato di Fratelli d’Italia e vicesindaco di Palermo, ricorda Alfano, «assassinato dalla mafia perché raccontò storie di interessi illeciti, corruzione e infiltrazioni» e ringrazia Mattarella «per aver ricordato Alfano, un siciliano di cui tutti siamo orgogliosi. Il suo ricordo diventi patrimonio condiviso per onorarne la memoria e non dimenticarne il sacrificio, in attesa che sia fatta piena luce sulla vicenda».

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