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Ingiusta detenzione, a Messina accolta la richiesta di risarcimento per Cateno De Luca

Il leader di Scn e Satta, presidente del Fenapi, erano stati arrestati

Cateno De Luca

«Oggi è arrivata una notizia che aspettavo da tempo. La richiesta di risarcimento danni presentata da me e da Carmelo Satta per ingiusta detenzione sarà trattata in udienza con alta probabilità di accoglimento.»
Così il leader di Sud chiama Nord e federatore della lista Libertà, Cateno De Luca commenta il decreto notificato dal collegio riparazione ingiusta detenzione della Corte d’appello di Messina che ha fissato al prossimo 23 maggio l’udienza. I due erano stati reclusi ai domiciliari per 12 giorni.
Cateno De Luca insieme a Carmelo Satta, presidente nazionale Fenapi, e altri, erano già stati assolti in primo e secondo grado dall’accusa di evasione fiscale. La sentenza di assoluzione era passata in giudicato perché la Procura di Messina aveva rinunciato a ricorrere in Cassazione, dopo aver ottenuto l’arresto l’8 novembre 2017, subito dopo la rielezione al Parlamento Siciliano di Cateno De Luca e un giorno prima dell’ultima udienza del processo per il quale era stato arrestato una prima volta nel 2011.
«Dopo 16 processi e 2 arresti sono incensurato e continuo a lottare contro i poteri forti e il sistema politico mafioso a testa alta - prosegue De Luca -. Già il 20 novembre 2017, subito dopo la revoca degli arresti domiciliari avevo anticipato che avrei portato avanti un’azione per chiedere ed ottenere di ristabilire la giustizia. Oggi con questo decreto siamo sempre più vicini alla verità dei fatti, ed al trionfo della giustizia». «E il 23 maggio sarò ancora una volta in quell’aula di tribunale per ottenere una volta per tutte la certificazione che Cateno De Luca non doveva essere arrestato» conclude

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