FERROVIE

Messina, da giugno soltanto due treni notte in servizio

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Confermata la soppressione dei convogli tra Sicilia e Roma. Resterà una nave Bluferries a fare la spola sullo Stretto e garantirà 18 corse. Proteste dei sindacati
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MESSINA. Brutte notizie dal confronto tra Ferrovie e sindacati sul destino dei treni a lunga percorrenza. Confermati i tagli ai convogli da e per la Sicilia. In estate saranno problemi per i passeggeri che a bordo dei treni intendono attraversare lo Stretto sulle navi traghetto Bluferries. Nella Capitale le Ferrovie hanno fornito l'informativa sul futuro della continuità territoriale per i siciliani. "In buona sostanza - segnala la segreteria regionale Orsa - si conferma in tutta la sua drammaticità l'allarme lanciato dal sindacato con largo anticipo, anzi, se possibile, la realtà è pure peggio. Annegano nel nulla le rassicurazioni propagandate dai rappresentanti messinesi al governo nazionale e regionale". Le Ferrovie hanno ufficializzato che dal cambio orario programmato per il 13 giugno prossimo saranno soppressi tutti gli intercity giorno-724-728-723-727 e l'intercity notte 784-785. La "continuità territoriale" sarà rappresentata da soli 2 treni notte, un nave che effettuerà 18 corse per i treni rimasti e le merci.

Il rappresentante della Holding Ferrovie, l'ingegnere Savino nel comunicare la totale assenza di sovvenzioni statali per la continuità territoriale dei siciliani, ha precisato che il ministero dei Trasporti già dal 23 dicembre scorso aveva autorizzato la soppressione dei treni a Villa San Giovanni e Messina. Secondo quanto descritto dall'Orsa il rappresentante di ferrovie ha pure precisato che al momento non sono disponibili neppure i 30 milioni per sovvenzionare il servizio ex metromare perché bloccati nell'iter burocratico e in ogni caso, quando e se saranno fruibili, dovranno essere sufficienti per garantire il traghettamento dei treni rimasti, il collegamento veloce e il trasporto dell'utenza ferroviaria che dovrà attraversare lo Stretto a piedi con la residua flotta Rfi per prendere il treno nella sponda opposta. I 47 milioni per i collegamenti marittimi non saranno più erogati.

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