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Grido d’allarme dei milazzesi: «Troppo amianto»

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MILAZZO. Ancora oggi esiste troppo amianto sul territorio dei comuni del comprensorio. A lanciare l’allarme gruppi di cittadini e consiglieri comunali che invitano le istituzioni ad attivarsi. Segnalazioni giungono per l’area industriale dell’Asi, nei pressi dell’ex Sacelit, ma anche in contrada Masseria, in prossimità dell’asse viario dove i residenti di via Firenze ricordano che un’azienda che opera nel settore motori ha alcune coperture in lastre di eternit, col rischio che, nel caso di friabilità di tale materiale, si verifichino delle gravi conseguenze per la salute. Altre segnalazioni giungono per la Piana e a Capo Milazzo, dove di recente il Comune è stato costretto ad interventi straordinari di smaltimento.

«In verità - spiegano gli ambientalisti - Milazzo, e più in generale l’area ad alto rischio di crisi ambientale, era stata inserita nel febbraio scorso in un bando della Regione per un censimento delle aree maggiormente a rischio amianto, per procedere alla bonifica. ma tutto si è arenato». L’intento era importante, visto che si puntava a realizzare una sorta di «catasto dell’amianto» per avviare interventi urgenti per la bonifica delle zone interessate dalla presenza di questo pericoloso materiale. Purtroppo, però, tutto sembra fermo, nonostante le buone intenzioni. Tutto fermo anche a Roma, in merito agli interventi che dovevano essere attuati, sin dall’inizio dello scorso anno, per bonificare i siti contaminati da amianto, così come messo in luce dalla relazione della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati. In quel documento veniva sostanzialmente fatta la «radiografia» della situazione di un territorio che risulta «ricompreso nei siti di interesse nazionale oggetto di bonifica» e si evidenziavano anomalie intervenute negli anni, che hanno determinato anche un intervento della Commissione europea. E si indicavano percorsi per procedere alla bonifica delle aree, individuando le risorse.

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