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LA POLEMICA

Taormina, in una pasticceria esposti dolci col nome della mafia

gastronomia, mafia, Messina, Cronaca, Mangiare e bere
I dolci esposti

Polemiche a Taormina dove nella vetrina di una pasticceria sono esposti tra i dolci i "mafiosi al pistacchio" e "cosa nostra alle mandorle", prodotti peraltro recensiti su alcune guide e anche su TripAdvisor.
I "mafiosi al pistacchio", sono ricoperti da mandorle intere all'esterno e all'interno con un cuore di pura pasta di pistacchio. "Cosa nostra alle mandorle" è invece l'appellativo riservato ad alcuni dolcetti tipici della tradizione siciliana.

"Chiameremo il commerciante e chiederemo di togliere i nomi ai pasticcini 'mafiosi al pistacchio' e 'cosa nostra alle mandorle'. Questo tipo di messaggi nelle vetrine dei negozi non mi piacciono e non devono essere utilizzati a Taormina. Adesso l'assessore al Commercio farà tutti i passaggi necessari per evitare che si ripeta quando successo nel comune che amministro". Il sindaco di Taormina Mario Bolognari commenta così quanto denunciato da alcuni studenti palermitani in visita nella località turistica.

"Mi spiace che io non me ne sia accorto - aggiunge il sindaco - la pasticceria è in una via secondaria, sia pure del centro storico. Quello che mi rammarica di più è che la segnalazione sia avvenuta da alcuni studenti palermitani. Nel capoluogo in questi ultimi anni si è registrata una maggiore sensibilità sui temi della lotta alla mafia. I miei cittadini mi segnalano qualche sacchetto per strada, qualche disservizio, ma nessuno mi aveva segnalato questa vetrina. Nella Sicilia orientale la strada da percorrere è ancora lunga".

E il titolare della pasticceria è intervenuto sulla questione affermando che "i nomi dei dolci non sono stati chiamati così per inneggiare alla mafia. Se si fa un giro per Taormina i negozi e le bancarelle sono piene di gadget che utilizzano il nome mafia. Se il sindaco vuole fare togliere i nomi ai dolci verrà qui in negozio e gli spiegheremo il perché della nostra scelta".

"Non abbiamo bisogno di utilizzare la mafia per vendere i nostri prodotti - aggiunge il pasticcere -. Tanto che abbiamo anche oggi il negozio pieno di clienti che apprezzano i nostri prodotti".

 

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