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Coronavirus, 90 persone bloccate per documenti irregolari a Villa San Giovanni: pure 20 minori

Quaranta auto sono ferme da ieri pomeriggio nel piazzale dell'Anas, a Villa San Giovanni, perchè i passeggeri non avevano i documenti in regola per imbarcarsi verso la Sicilia. In Calabria c'è il caos con le vetture che hanno anche bloccato il traffico dei mezzi pesanti, occupando il piazzale.

Si tratta di circa 90 persone, compresi circa 20 minori e una donna incinta, che sono stati assistiti dal personale del Comune di Villa San Giovanni che ha fornito loro cibo e acqua. La notizia è stata comunicata dal sindaco De Luca che, durante la diretta Facebook della mattina, è stato contattato dall'assessore calabrese Caminiti che gli ha esposto il problema.

"Sono sbalordito - ha detto il primo cittadino di Messina, non pensavo che ci fossero ferme tutte queste auto". A De Luca è stato anche detto che le persone fermate non vogliono tornare indietro e provengono dal Nord ma anche dall'estero. Tra le persone ci sarebbe un ragazzo che è partito da Cinisello Balsamo alle 15 di due giorni fa, dopo aver fatto l'auto quarantena nel luogo di residenza, è arrivato alle 6 di ieri mattina a Villa San Giovanni dove, fermato, ha dichiarato che farà la quarantena a Rocca Lumera dove c'è la casa dei suoi genitori. Ha dichiarato anche che, avendo perso il lavoro, non poteva più pagare l'affitto e quindi è voluto tornare in Sicilia ma attualmente si trova bloccato in Calabria.

"Nessuno mi aveva detto nulla - ha affermato -, questo è un depistaggio di Stato. Ieri non hanno fatto passare queste auto perchè sapevano che erano irregolari e noi le avremmo bloccate. Il Viminale non ci ha dato questa notizia, da ieri c'era il divieto assoluto di spostarsi dai Comuni e queste auto non dovevano trovarsi lì. Perchè ieri i prefetti non erano informati?"

"I problemi di sicurezza e ordine pubblico attengano al ministero Interno e quindi alle forze dell’ordine nella costa Calabra: il problema è che non devono neppure arrivare lì. Certo è doloroso, è triste. Ma chi si mette in viaggio lo fa sapendo di trasgredire una norma, che prima era del presidente della Regione siciliana, poi della Calabria e infine del governo nazionale", questo il governatore della Sicilia, Nello Musumeci, a "Storie italiane" su RaiUno.

Ieri sera, invece, tre auto erano state fermate e dodici persone denunciate, alla Rada San Francesco, punto di attracco dei traghetti privati. Viaggiavano in quattro per auto, provenienti da Germania e Slovacchia erano diretti a Niscemi, Catania e Licata. Sprovvisti dell'autocertificazione obbligatoria, prevista dal Dpcm per il contrasto e contenimento della pandemia da coronavirus, appena sbarcati a Messina sono stati fermati dalle Forze di polizia, identificati e denunciati.

La loro presenza nell'isola è stata subito comunicata ai sindaci delle città di destinazione per l'obbligo di quarantena. Controlli incrociati sono stati effettuati anche al porto di Tremestieri dove la situazione era regolare.

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