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GAZZI

Sequestro di persona e tentato omicidio a Messina, resta in carcere Amis Ben Amir

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Resta  nel carcere di Gazzi il tunisino Amis Ben Amir, 39 anni, fermato nei giorni scorsi dai poliziotti delle Volanti a San Ranieri. L’ha disposto il gip del Tribunale di Messina. Valeria Curatolo, su richiesta del procuratore aggiunto Vito Di Giorgio e del pm Francesca Bonanzinga, che aveva emesso un provvedimento di fermo di indiziato di delitto a carico del nordafricano.

Deve rispondere dei reati di tentato omicidio, sequestro di persona, violenza sessuale, riduzione in schiavitù e lesioni personali ai danni di un connazionale e di due senzatetto, una coppia, senza fissa dimora. È accusato di aver accoltellato, il 2 maggio, un connazionale, in una delle grotte della Real Cittadella.

Sono questi i reati contestati a Ben Amir Anis, senza fissa dimora, fermato,  ieri dagli agenti delle Volanti della questura peloritana, coordinati dal dirigente Giovanni Puglionisi , dopo una caccia all’uomo, durata diversi giorni. Lo scorso 2 maggio i poliziotti erano intervennero nella zona di San Raineri, nella città dello Stretto, rispondendo alla chiamata di un tunisino, «aggredito e accoltellato al volto, per futili motivi, da un connazionale che successivamente si dava alla fuga».

Servendosi delle indicazioni della vittima, è stato possibile risalire a Anis, che viveva in una sorta di grotta.Gli agenti però non lo hanno trovato lì, e lo hanno cercato fino al 12 maggio scorso, quando sono venuti a conoscenza del fatto che il tunisino si nascondeva in un’altra grotta della zona di San Raineri.

Qui, l’uomo aveva sequestrato una coppia di senzatetto, che risiedeva negli stessi luoghi degradati, e ne era diventato l’aguzzino, sottoponendola anche a sevizie e violenze sessuali. È qui che gli agenti delle Volanti , guidate dal dirigente Giovanni Puglionisi, lo hanno trovato, lo scorso 15 maggio, nascosto in una delle grotte, sotto un letto. E’ stato così fermarlo e trasferito in carcere.

Gli sono stati trovati addosso anche tre cellulari e un tablet, indizi di prova dei reati. La coppia grazie all’intervento dei servizi sociali comunali è stata trasferita presso una struttura di ospitalità in emergenza.

© Riproduzione riservata

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