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Taobuk, premiato lo scrittore Paul Auster: «Nel mondo c’è un’ondata di infelicità generale»

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Lo scrittore americano Paul Auster

«È camminare che ti porta le parole, che ti permette di sentire il ritmo delle parole mentre le scrivi nella tua mente», scrive in “Diario d’inverno” (2012) Paul Auster, uno dei giganti della letteratura contemporanea, e il camminare della letteratura ha portato il grande scrittore americano a Taormina, dove ieri nella serata di gala al Teatro Antico è stato premiato con il Taobuk Award, aggiungendosi agli altri grandi che lo hanno preceduto. Oggi, dopo l’incontro di ieri con i giornalisti alle cui domande ha risposto con generosità, la sua lezione «Verità è menzogna, menzogna è verità», alle 18 al San Domenico Palace, è un viaggio all’interno del suo immaginario letterario, che tra romanzo, poesia, saggistica, collaborazioni cinematografiche e sceneggiature, riflessioni sul caso e sul destino (cui non crede perché disponiamo di libero arbitrio e possiamo pensare e scegliere) si rivela un prezioso contributo nella sua geografia autoriale.

«Scrivere comincia col corpo, è nella musica delle parole che i significati hanno inizio» (sempre da “Diario d’inverno”). E sono musica le sue parole che spaziano dalla politica al tema centrale della verità come viene declinata nelle sue opere. «A volte non lo sappiamo cosa sia vero e cosa sia falso - ha detto -, rimaniamo bloccati nell’ambiguità, nell’incertezza. Una cosa brutta, come nel mio libro “The book of illusions”, può diventare positiva. Ecco, questa è la mia versione di cosa intendo per vero e falso, nella realtà come nella letteratura». E cita Orwell (ma anche Kurosawa), ricordando che nella Storia, «se c’è qualcuno che vuole convincere la gente delle sue verità e tutti le accettano, finirà che non si potrà più neppure ridere».

«Noto che nel mondo attuale c’è un’ondata di infelicità generale perché il neoliberalismo che dagli anni ’70 in poi ha portato alla globalizzazione ha prodotto rabbia e frustrazione in milioni di persone, con i ricchi sempre più ricchi e le povertà sempre maggiori. Il tessuto della vita quotidiana si è lacerato e la gente risponde cercando il colpevole di tutto quel che accade». Parla degli Usa e dell’Europa, Auster, della Russia e dell’Ucraina, di Trump e di Bush, ma anche di Kennedy e di Lindon Johnson. «Negli Usa le lacerazioni sono state provocate dal partito repubblicano e da Trump. Ma se Trump è destinato a sparire - ha continuato lo scrittore - purtroppo non sparirà il trumpismo con la sua carica di violenza e di odio, divenuto un cattivo modello per Bolsonaro e Le Pen». E, naturalmente, ricordando la gravissima situazione attuale parla della follia di Putin e afferma che gli Stati europei non hanno fatto abbastanza con l’Ucraina. Prima o poi, con le sanzioni in atto gli armamenti russi prodotti negli Usa termineranno e dunque l’Ucraina va aiutata a resistere. E poi lo scrittore ricorda di aver fondato con la moglie Siri e altri scrittori, un gruppo, «Scrittori contro Trump», oggi diventato «Scrittori per un’elezione democratica», concentrato sul diritto di voto che è sacro.

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