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Messina, lo Stato batte cassa: "Non c'è rischio dissesto"

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Dopo la lettera del ministero, Signorino: «La somma rientra nelle anticipazioni del Fondo di rotazione per i comuni in predissesto: riusciremo a resistere»

MESSINA. Non parla di procedure di dissesto il vicesindaco e assessore al Bilancio, Guido Signorino. La lettera del ministero degli Interni che chiede al Comune la restituzione di 14 milioni e ottocentomila euro erogati nel 2013 durante il mandato del commissario Luigi Croce non preoccupa più di tanto Signorino che sostiene come, ancora una volta, non ci siano le condizioni per dichiarare il default.

Le somme, se dovranno essere restituite, saranno trattenute dai soldi che in caso di approvazione del Piano di riequilibrio finanziario decennale a cura del ministero, il governo Renzi verserà a Palazzo Zanca; ente che gestisce una condizione economica di predissesto.
«Adesso il Comune riuscirebbe a resistere a una decurtazione di questi quasi 15 milioni di euro - dichiara Signorino - se il ministero degli Interni dovesse avere ragione; noi abbiamo già chiesto chiarimenti e attendiamo una risposta dal ministero, se subiremo una trattenuta di quasi 15 milioni di euro, che rientrano nelle anticipazioni del Fondo di rotazione per i comuni come il nostro in stato di predissesto, riusciremo a resistere, abbiamo proceduto in questo anno e mezzo di governo a risparmi che ci consentiranno di andare avanti».

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