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La studentessa messinese violentata a Torino, fermato un minorenne: tradito dal Dna

Messina, Cronaca
La residenza universitaria Borsellino dove è stata aggredita una ragazza nella notte del 30 ottobre 2022

C’è un fermo nell’indagine sul caso della ragazza messinese violentata nella sua stanza in un campus universitario a Torino. Il sospettato è un minorenne, cittadino italiano di origine centroafricana, che è stato rintracciato dalla polizia.
L’aggressione si era verificata nella notte dello scorso 30 ottobre al nono piano di una palazzina della residenza per studenti «Paolo Borsellino», gestito dall’Edisu, a due passi dal Politecnico. Uno sconosciuto era riuscito a intrufolarsi chissà come nel complesso e, secondo le prime ricostruzioni, si era messo a bighellonare tra scale e corridoi bussando a una porta dopo l’altra finché una giovane di 23 anni, credendo che si trattasse di un compagno o una compagna di studi, non gli aveva aperto. A quel punto era scattata l’aggressione. Quindi la fuga indisturbata.
La vittima, dopo essere stata visitata prima dai medici del centro anti-violenza dell’ospedale Sant’Anna e poi da quelli delle Molinette, ha fornito un racconto dettagliato, permettendo anche agli investigatori di recuperare il Dna del suo aguzzino. Sono stati esaminati i filmati delle telecamere di sorveglianza. Alcuni fotogrammi più utili degli altri sono stati estrapolati e distribuiti agli equipaggi delle volanti alcuni giorni fa.
Grazie al colpo d’occhio degli agenti di una pattuglia in servizio di controllo del territorio, il giovane è stato individuato la scorsa notte in una strada nei pressi delle Ogr, le ex officine delle ferrovie diventate un polo museale e culturale, nei paraggi del residence «Borsellino». Quando si è accertato che aveva meno di diciotto anni è stato portato al Cpa, il centro di prima accoglienza per i minorenni. Statura, corporatura e persino alcuni capi di abbigliamento corrispondevano all’identikit.
Ma decisivo, nel pomeriggio di oggi, è stato l’esito della comparazione del Dna. Del caso ora si occupa la procura minorile diretta dal magistrato Emma Avezzù, che ha avuto parole di elogio per chi ha svolto le indagini e per gli uomini della volante che hanno notato il ragazzo. Per il momento si procede per violenza sessuale. Non sono contestati altri episodi, anche se in questura è aperto un dossier su un’altra aggressione avvenuta nello stesso quartiere il 30 ottobre. Il giovane, secondo quanto si è appreso, risulta risiedere in provincia di Torino con la famiglia.

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